- Mattia Piccinini-
LA REALTÀ FOTOGRAFATA: IL PRIMO CINEMA NEOREALISTA ATTRAVERSO LO SGUARDO DI ROBERTO ROSSELLINI E VITTORIO DE SICA
INTRODUZIONE
L'obiettivo del mio lavoro è quello di approfondire lo studio dei caratteri del primo cinema neorealista, attraverso l'analisi di due film: Roma città aperta di Roberto Rossellini e Ladri di biciclette di Vittorio De Sica. Il mio interesse per questo argomento è nato durante l'anno scolastico, in particolare, nel corso delle lezioni di storia e di letteratura, che mi hanno permesso di approfondire gli eventi della Seconda guerra mondiale e il suo dopoguerra, facendo riferimento anche ai movimenti letterari che caratterizzano questo periodo. In seguito alla visione personale dei due film, che analizzerò più avanti, sono rimasto colpito dalla capacità del cinema neorealista di rappresentare la realtà nella sua cruda veridicità e di farsi testimone critico di un periodo storico come quello della guerra, della Resistenza e del dopoguerra. Nel primo capitolo ho tracciato le linee essenziali del movimento cinematografico che risponde al nome di Neorealismo. Attraverso una chiara ed efficace spiegazione dell'esperienza neorealista, ho cercato di trasmettere al lettore i caratteri fondamentali che caratterizzano la corrente, in modo da poterlo introdurre in una più consapevole e autentica analisi dei film presentati.
Al di là dei contenuti, destinati a mutare col mutar dei tempi; al di là dello stile, che non mancava di precedenti storici, quello che forse più colpiva, in quei film, era la bruciante esigenza di sincerità, era il coraggioso spirito di confessione e di inchiesta, che spingeva i registi ad affrontare aspetti anche crudi della realtà, non per compiacersene, torbidamente, ma per trarne un insegnamento morale[1].
Ma prima di parlare dei due film, ho posto l'attenzione, nel secondo capitolo, su Roma, che Rossellini e De Sica utilizzano come ambientazione per i loro lavori: la città, appena uscita dal secondo conflitto mondiale, è provata dalla distruzione ma è anche pronta a rinascere dalle sue macerie. Per quanto riguarda i capitoli dedicati ai due film, dopo la presentazione dei rispettivi autori, Roberto Rossellini e Vittorio De Sica, ho analizzato inizialmente i motivi che hanno spinto i due registi all'azione. In seguito mi sono soffermato sulla trama delle due storie e infine ho delineato i caratteri dei principali personaggi, sottolineando la loro funzione all'interno delle rispettive pellicole.
Nel momento in cui l'occhio di Rossellini o De Sica incontrano il reale basta solo assecondare la volontà delle cose per veder aprirsi la superficie del visibile fino a profondità inimmaginabili[2].
[1] Giulio Cesare Castello, Il cinema neorealistico italiano, Edizioni radio italiana, Cuneo, 1957, pp. 9-10.
[2] Gian Piero Brunetta, Cent'anni di cinema italiano. Dal 1945 ai giorni nostri, Edizioni Laterza, Roma-Bari, 1995, p.25

Neorealismo
Intorno agli anni '30 del Novecento prende vita una nuova tendenza legata al realismo che, in seguito, negli anni della Seconda guerra mondiale, evolverà nel Neorealismo...




